INFORMAZIONI UTILI
TIBET

FORMALITA D'INGRESSO:
E' necessario essere in possesso del passaporto valido (la validità non deve essere inferiore ai 6 mesi dalla data di entrata in Tibet) e in regola con le vigenti norme governative (marca da bollo). Viene richiesto il visto d'ingresso ottenibile da EARTH – Cultura e Avventura su presentazione della relativa documentazione. Se il viaggio in Tibet viene effettuato passando dal Nepal, sarà necessario richiedere anche il visto nepalese, ottenibile direttamente nei posti di frontiera nepalesi, sia aeroporti che via terra, esibendo una foto tessera.

VACCINAZIONI:
Attualmente non viene richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria. Suggeriamo di consultare l'Ufficio di Igiene per avere informazioni aggiornate sulla destinazione. Raccomandiamo l'osservanza delle elementari regole di igiene.

VALUTA:
La moneta ufficiale è il Renminbi ( RMB ), chiamato Yuan. La conversione Dollari USA/ Renminbi è ottenibile presso la banca e gli alberghi della capitale, difficile cambiarli altrove. Richiedere e conservare sempre la ricevuta dei cambi effettuati; servono nel caso di un'eventuale riconversione dei Renminbi in USD prima di lasciare il Paese. Negli alberghi di Lhasa è possibile pagare in Dollari USA o con le maggiori carte di credito.

CAMBI INDICATIVI:
1 Euro = 10.35 Yuan Renminbi
1 Yuan Renminbi = 0.097 Euro
1 Dollaro USA = 7.60 Yuan Renminbi
1 Yuan Renminbi = 0.132 Dollari USA

FUSO ORARIO:
Convenzionalmente l'intero territorio ha la propria ora sincronizzata con il fuso orario di Pechino, + 8 ore rispetto all'Italia. Quando in Italia è in vigore l'ora legale, la differenza è di + 7 ore.

LINGUA:
In Tibet si parlano molti dialetti locali; quello di Lhasa viene considerato il più puro della forma linguistica tibetana. Il personale alberghiero e le guide parlano sufficientemente l'inglese.

TASSE AEROPORTUALI LOCALI:
La tassa d'imbarco non è inclusa e deve essere pagata (50 Remimibi per i voli nazionali e 60 per i voli internazionali) direttamente all'aeroporto al momento della partenza dal Tibet e può subire variazioni senza preavviso.

CLIMA:
La stagione più opportuna per effettuare un viaggio in Tibet coincide con i periodi da Aprile a Giugno e da Settembre a Novembre. Nel Tibet dell'Est il periodo va da giugno a settembre. In primavera e in autunno, nella regione di Lhasa, la temperatura può scendere di poco sotto lo zero mentre durante il giorno può toccare i 20 gradi. Durante il periodo estivo le temperature sono più elevate e il clima molto variabile: giornate di bel tempo di alternano a piogge e temporali. La grande instabilità di massa d'aria diversamente riscaldata può provocare forti venti che spesso soffiano ininterrottamente per più giorni.

La parte della regione tibetana confinante con il Sichuan risente del clima continentale umido del resto della Cina. Microclimi locali condizionano la metereologia di questa parte del continente asiatico rendendo poco affidabili previsioni generali.

ABBIGLIAMENTO:
L'abbigliamento cambia a seconda della zona che si intende visitare e del periodo in cui viene effettuato il viaggio. E' consigliabile portare un abbigliamento pratico, informale, completo e modulare: capi leggeri e capi pesanti da usare a “strati”, adattabili secondo la variabilità del clima. Al momento dell'iscrizione verrà fornito una lista orientativa dell'equipaggiamento consigliato.

BAGAGLIO:
Per motivi di franchigia aerea , il peso del bagaglio (escluso il bagaglio a mano) non deve superare i 20 Kg. a persona. Durante i trekking il peso totale del bagaglio da affidare agli animali da soma non deve superare i 15 Kg. a persona. Ideali le robuste sacche in cordura (tipo Ferrino ), possibilmente da chiudere con un lucchetto. E' consigliabile avvolgere gli indumenti contenuti nella sacca in sacchetti di plastica per salvaguardarli dalla polvere e dall'acqua. E' importante che sul bagaglio venga messa un'etichetta con nome, cognome e indirizzo del proprietario in modo che sia di facile identificazione.

Bagaglio, passaporti e denaro vanno custoditi con la massima attenzione, soprattutto negli aeroporti, negli alberghi e durante visite ed escursioni in luoghi particolarmente affollati.

MATERIALE FOTOGRAFICO:
E' consigliato rifornirsi in Italia di tutto il materiale occorrente: pellicole, micropile, flash, schede di memoria non sempre facilmente reperibili oppure molto più costosi.
Il vento, pressoché costante in Tibet, alza terra e polvere per cui è consigliabile avere un kit per pulire lenti e apparecchi. In linea di massima è consentito fotografare all'interno dei monasteri ma solo su versamento di una quota che varia da monastero a monastero. E' buona regola assicurarsi di non infastidire le persone con le riprese fotografiche, specialmente se effettuate a distanza ravvicinata. In alcune localita' e' severamente vietato fotografare.

ALBERGHI:
In Tibet lo standard dei servizi alberghieri è piuttosto basso e raramente corrisponde alle aspettative di uno standard internazionale. A Lhasa gli alberghi sono di buon livello mentre in tutte le altre località la sistemazione avviene in alberghetti o lodges (tende durante il trekking) molto semplici e spartani, spesso gli unici disponibili. La pulizia e i servizi igienici lasciano a desiderare.

MEZZI DI TRASPORTO:
I mezzi di trasporto locali (Minibus o Land Cruiser) non sempre sono in grado di offrire un comfort adeguato alle aspettative occidentali .

VITTO:
Tipicamente cinese, abbondante ma ripetitivo e non sempre di nostro gradimento. Consigliamo di portare qualche alimento di gradimento al fine di poter integrare il vitto locale Suggeriamo di evitare la verdura cruda, la frutta non sbucciata.

VOLI INTERNI:
Nel periodo estivo, a causa dell'instabilità delle condizioni meteorologiche, l'operatività dei voli che collegano Kathmandu a Lhasa o a Chengdu (o viceversa) è piuttosto irregolare e soggetta a variazioni e annullamenti senza preavviso. Può capitare di rimanere uno o più giorni ad attendere il volo di collegamento per Lhasa; di conseguenza, la durata del soggiorno nella capitale tibetana potrebbe non essere quella stabilita nel programma.

BEVANDE/ACQUE:
Si raccomanda di bere solo bevande imbottigliate. Durante i trekking è bene non fidarsi dell'acqua che si trova in torrenti, ruscelli, cascate poiché i pascoli sono alti e i sentieri percorsi da escursionisti e bestiame. Oltre a bollire l'acqua è consigliabile disinfettarla con pastiglie di steridrolo, amuchina o similari.

OGGETTI ANTICHI:
In tutta la Cina è vietata la vendita di oggetti antichi. Sono considerati tali gli articoli datati precedentemente al 1959. L'acquisto di tali oggetti, nei bazar o nei negozi non autorizzati dalla Stato, può comportare il sequestro degli stessi al momento dell'uscita dal territorio cinese. La restrizione è estesa anche a oggetti di carattere sacro e religioso.

MANCE:
Le mance vengono generalmente molto apprezzate. Le guide e gli autisti gradiscono un riconoscimento alla qualità del servizio prestato al viaggiatore. Dobbiamo naturalmente tenere conto del differente valore del denaro, ed evitare di donare delle cifre eccessive.

ALTA QUOTA:
Alcuni itinerari possono raggiungere quote piuttosto elevate e non consuete per il nostro organismo. Se la salita avviene rapidamente si possono manifestare lievi sintomi di mal di montagna: mal di testa, inappetenza, nausea, sonnolenza o insonnia. I sintomi spariscono non appena si scende a quote più basse o dopo un paio di giorni di permanenza in quota.

TELEFONO:
Per chiamare il Tibet dall'Italia dovete comporre 0086, prefisso internazionale per la Cina,seguito dal prefisso della località,senza lo zero e dal numero telefonico desiderato.
Viceversa , per chiamare l'Italia dal Tibet comporre 0039 seguito dal prefisso della città italiana con lo zero iniziale e dal numero desiderato.

TELEFONO MOBILE:
Il Tibet , come il resto della Cina utilizza il sistema GSM 900/1800 compatibile con quello usato in Italia

Importante:
Nonostante il notevole impegno messo in atto dagli operatori locali, non sempre i servizi turistici resi rispondono alle aspettative; contrattempi, variazioni di programma dovuti a cause di forza maggiore o per disguidi locali si possono verificare in ogni momento.
Camminare lungo i sentieri, effettuare trasferimenti su polverose piste sterrate, dormire in tenda o in alberghetti semplici e spartani, non sono esperienze di tutti i giorni ma rappresentano situazioni che sicuramente ognuno può affrontare e vivere con serena tranquillità. Sono sufficienti una buona condizione fisica, un equipaggiamento adeguato, spirito di adattamento e collaborazione, il resto viene da sé: il piacere di osservare spettacolari paesaggi al ritmo del proprio passo, esplorare la natura, assaporare il silenzio della solitudine...

BREVE DESCRIZIONE DEI PUNTI D'INTERESSE:

Jokhang
E' l'anima, il centro storico, geografico e religioso del Tibet. La "cattedrale del Lamaismo" di Lhasa, costruita nel VII secolo da Son Tsen Gampo, accoglie una statua d'oro massiccio intarsiata di corallo fossile e turchesi rappresentante Sakyamuni dodicenne seduto nella posizione del loto. Nella navata principale si notano le grandi statue di Guru Rimpoche e di Caibà. Le prime delle numerose cappelle che si aprono intorno alla navata centrale è dedicata a Tsong Khapa, fondatore della setta Gelupa, la seconda contiene un chorten bianco e dorato. Assolutamente da vedere, il "Parkhor", (dove si affacciano bancarelle e negozietti di tutti i tipi) la strada che circonda la cattedrale

Potala
Fu fatto costruire dal V Dalai Lama tra il 1645 e il 1693 sulle rovine della fortezza edificata nel settimo secolo da Son Tsen Gampo. Troneggia sulla città dall'alto del monte Putuo e si sviluppa su 13 piani elevandosi per 117 metri; conta più di mille stanze. La parte più interessante è la parte alta, quella che dall'esterno risulta colorata di marrone. Il palazzo bianco che resta più basso è diviso in due parti: a destra c'era un monastero, a sinistra gli uffici statati. Il lato orientale del palazzo marrone dalle finestre dorate è stato l'alloggio del Dalai Lama dal 1703 al 1959. E' costruito in pietra, legno e mat­toni. E' un vero e proprio labirinto di corridoi, stanze, cap­pelle dedicate a tutte le divinità del pantheon buddista.

Drepung
Questo complesso monastico che fu una delle più famose università di Lhasa, dista una decina di chilometri dal centro della città. Fondato nel 1416 da un discepolo di Tson Khapa, divenne presto uno dei più ricchi e famosi collegi del Tibet. Prima dell'arrivo dei cinesi era abitato da più di seimila monaci, oggi non sono più di trecento. Il secondo, il terzo e il quarto Dalai Lama sono vissuti qui; si possono vedere i loro "Chorten". Drepung è com­posto da diversi collegi.

Sera
Si tratta di un'altra famosa università monastica che ai tempi poteva ben competere con il potere di Drepung. Sera si è svilup­pata dal nucleo fondato da Ciamcen Ciogye, discepolo di Tsongkhapa nel 1419 e deve la sua fama al VII Dalai Lama. Fu sede di un'importante università di Dharma e ospitò fino a 6000 monaci. All'interno, belle statue e preziose tangka del XVI e XVII secolo, la sala dedicata a Sakyamuni, la Grande Sala dei Sutra.

Samye
Il Monastero di Samye è stato costruito nel 779 al tempo del terzo re tibetano Trisong Detsen e sorgeva nei dintorni della sua capitale. Trisong Detsena aveva chiamato alla sua corte Padmasam­bava (Guru Rimpoche) e per ospitarlo fece costruire questo com­plesso mandalico ispirandosi al tempio indiano di Odantapuri. La sala maggiore del monastero costituisce il perno del monte Meru intorno a cui gravita il cosmo tibetano. Quattro chorten sono posti ai punti cardinali, a nord-est si trova la Pagoda Verde, a sud-est la Pagoda Bianca in stile indiano, a sud-ovest la Pagoda Rossa a forma di campana e a nord-ovest la Pagoda Nera a tre bal­dacchini sovrapposti. A nord c'è il tempio della Luna, a sud il Tempio del Sole.

Ganden
Sorge a 60 chilometri a est di Lhasa, sulla riva meridionale del fiume. Da Dasgze si sale per la valle attraverso stretti tornanti verticali. La città monastica sorge a chiusura della valle. Gan­den è il più antico monastero della setta riformata dei Ghelupa; fondato da Tsongkhapa nel 1409 era composto da due collegi universitari: Sciarze e Ciangze. E' stato raso al suolo durante la Rivoluzione Culturale. I monaci che lo abitano attualmente (un centinaio) lo stanno ricostruendo pietra su pietra. L'alta valle è interamente occupata dai ruderi e in mezzo a questi qualche sala è già risorta.

MATERIALE ED EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO:
Forniamo un elenco orientativo del materiale consigliato per intraprendere questo viaggio che ognuno dovrà adeguare alle proprie abitudini ed esigenze.

Il peso del materiale e dell'equipaggiamento personale (escluso il bagaglio a mano) non dovrà superare, per motivi di franchigia aerea, i 20 Kg. a persona. Gli eventuali costi relativi all'eccedenza del peso saranno a carico del partecipante.
L'abbigliamento cambia a seconda della zona che si intende visitare e del periodo in cui viene effettuato il viaggio. E' consigliabile portare un abbigliamento pratico, informale, completo e modulare: capi leggeri e capi pesanti da usare a “strati”, adattabili secondo la varietà del clima. I capi eleganti non sono necessari nemmeno negli hotel.

- scarpe basse e comode
- calze lana/cotone
- scarpe da riposo (jogging)
- maglieria intima anti-sudore
- giacca a vento leggera (nylon) o tuta da ginnastica
- impermeabile
- maglieria intima
- ombrello pieghevole
- asciugamano, necessaire
- berretto lana o piumino
- copricapo leggero per il sole
- cappello e guanti in pile
- ciabattine
- pantaloni in tela, abiti comodi
- calze leggere
- pantaloni corti
- camice in lana/ manica lunga
- felpa o maglione
- T-shirt di cotone
- fazzoletti, foulard

Materiale ed equipaggiamento

- zaino / sacca robusta meglio con lucchetto
- piccolo zainetto giornaliero
- occhiali da sole (meglio se con protezioni laterali)
- sacco lenzuolo per le notti in guest house
- crema solare protettiva (anche per labbra)
- pila e batterie di ricambio
- pellicole per riprese video e fotografiche
- macchina fotografica con rullini / macchina fotografica digitale con schede di memoria
- borraccia, set posate, tazza, coltello multiuso
- passaporto e documenti personali (originali e fotocopiati)
- salviettine umidificate per la pulizia istantanea

Farmacia personale:

- garze, cerotti e benda elastica
- disinfettanti intestinali
- antibiotici a largo spettro
- analgesici, antistaminici, antinfiammatori, antidolorifici
- bustine solubili per bevande energetiche e reintegrative della disidratazione (bere molto in quota)

farmaci di uso personale

LETTURE CONSIGLIATE:

Dal tetto del mondo all'esilio di Renzo Garrone (EDT, Torino 2002, collana "Orme") I tibetani in Tibet sotto l'occupazione cinese e nei paesi che li hanno ospitati come rifugiati, essenzialmente Nepal e India. All'analisi socio-politica si accostano gli incontri e le descrizioni dei luoghi in uno stile giornalistico che rivela una profonda conoscenza di queste terre.

Il dragone e la montagna? La Cina, il Tibet e il Dalai Lama di Melvyn Goldstein (Baldini & Castoldi, Milano 2003)
Il volume cerca di rimuovere lo spesso strato di retorica che avvolge l'annosa questione dei rapporti tra Cina e Tibet, per capire le ragioni di entrambe le parti.

Il Tibet nel cuore di Piero Verni (Sperling & Kupfer, Milano 1999)
Un reportage su cultura, religione, medicina, danza, teatro e su tutta la poesia di un paese segreto e minacciato.

L'ultimo Tibet. Un viaggio nel Mustang di Piero Verni (Tea, Milano 1998)
Ci restituisce il volto arcaico e affascinante, le tradizioni, i costumi e i riti del minuscolo regno di Lo: l'ultimo frammento, miracolosamente illeso, di quella civiltà tibetana che oggi non esiste più.

La civiltà tibetana di Rolf A. Stein (Einaudi, Torino 1998)
Un'ottima opera di carattere generale su storia, cultura, religione e arte del Tibet, divenuta un classico.

La storia del Tibet di Laurent Deshayes (Newton & Compton, Roma 1998)
Svela i segreti di una civiltà millenaria.

Rossi fiori del Tibet di Alai (Rizzoli, Milano 2002)
Un romanzo ambientato nel Tibet dei primi del Novecento e scritto da un tibetano che ha scelto di scrivere in lingua cinese, in cui questa regione assume i colori della terra del mito.

Sette anni in Tibet di Heinrich Harrer (Oscar Mondadori, Milano 1998)
Tradotto in inglese dal tedesco nel 1952 e trasposto cinematograficamente nel 1997, è la vera storia di Harrer, l'alpinista austriaco che, rifugiatosi nel remoto Tibet per sfuggire agli inglesi, diviene amico del giovane Dalai Lama.




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